CURIOSITA’

CURIOSITà Lo Sapevi che...?

Stendardi & Gagliardetti

I numerosi e preziosi stendardi e gagliardetti esposti in sede testimoniano l’intensa attività agonistica praticata fin dagli albori dai nostri soci. All’epoca si gareggiava con ogni tipo di imbarcazione, ma soprattutto su singoli, che già a fine ottocento erano strutturati a “fuori scalmo”, oppure in piedi su specie di canoe: le prime imbarcazioni di cui si dotò la S.C. Esperia furono due canoe da corsa (simili ai nostri attuali fuori scalmo) acquistate dalla Reale Società Canottieri Cerea per 400 lire.

passione & cultura

La passione per il remo è parte della cultura della nostra città.

Rowing Club

A Torino fu fondata nel 1888 dalle società remiere torinesi, prima fra tutte la S.C. Esperia, e da altre società remiere italiane, la federazione italiana canottaggio, denominata allora Rowing Club Italiano. A Torino nel 1889 fu bandito il primo campionato italiano di canottaggio.

FEDERAZIONE FISA

A Torino nel 1892, le federazioni nazionali di Italia, Belgio, Francia e Svizzera fondarono la Fisa (Fédération International de Sport d’Aviron) che ebbe sede vi ebbe sede fino al 1923, anno in cui fu trasferita presso l’attuale sede in Svizzera. Nel 1932 la Federazione Italiana Canottaggio fu trasferita a Roma e vi rimase fino al periodo bellico. Nel 1945 fu ricostituita a Torino sotto la guida del Cav. Rossi e dell’On. Carlo Montù per rimanervi fino al 1954, anno in cui venne definitivamente trasferita a Roma.

TERREMOTATI & EXPO

La S.C. Esperia e la S.C.Torino presero parte attiva alla raccolta degli aiuti per i terremotati di Messina e all’Expo Internazionale di Torino del 1911 dove presenziarono con loro padiglioni espositivi.

PRIME DONNE NEL CANOTTAGGIO

Negli anni venti la S.C.Esperia fu tra le prime ad aprire alle donne lo sport del canottaggio agonistico. All’epoca le signore erano solamente gentili passeggere; in via eccezionale era loro consentito di fare qualche remata sotto l’attenta cura degli accompagnatori e solo su barche da turismo.

Motto dell'esperia

La fusione tra S.C. Esperia e S.C.Torino, nel 1926, ebbe il patrocinio di Gabriele D’Annunzio a cui si deve il motto della Società Canottieri Esperia&Torino: “Si spiritus pro nobis, qui contra nos” (IT. "Se lo spirito è con noi, chi potrà andare contro di noi?"). Il poeta donò alla società anche un pennone dell’incrociatore Trieste, il cui scafo si trova al Vittoriale. Il pennone innalzato nel piazzale antistante la sede sociale è tuttora utilizzato come portabandiera.

a cura dell'architetto bonicelli

A metà degli anni venti, il progetto della sede e la direzione dei lavori furono affidati all’architetto Contardo Bonicelli a cui si devono altre importanti costruzioni realizzate in quel periodo quali la piscina coperta dello stadio comunale, il cinema Astra, la Mostra della moda, lo stabilimento FIP.

struttura all'avanguardia

Fu realizzato un fabbricato di assoluta avanguardia e originalità che grazie al largo ed innovativo impiego di strutture in cemento armato dispone di volumetrie insolite per l’epoca quali il salone centrale di 250 mq in un’unica campata ed il cantiere delle imbarcazioni, ancora oggi tra i più ampi realizzati in muratura. L’aspetto esterno della struttura, con due ali laterali sovrastate da due torrette, rispecchia lo stile costruttivo che si andava affermando nel periodo e che venne poi chiamato Piacentiniano dal nome dell’architetto che diede il suo timbro ad alcune tra le più importanti costruzioni dell’epoca fascista.

situazione economica

La costruzione della sede si rivelò assai più onerosa del previsto al punto che per evitare una procedura fallimentare, le autorità cittadine nominarono un commissario nella persona del professor Vittorio Valletta, all’epoca gia’ affermato professionista ed in procinto di assumere grandi responsabilità nella FIAT SpA. Il professor Valletta riuscì a risanare la situazione economica della Società e a completare la costruzione della sede alla cui inaugurazione, il 2 dicembre 1928, prese parte S.A.R. il Principe Ereditario, Umberto di Savoia.

colori e divisa

Con la fusione tra S.C. Esperia e S.C.Torino, venne adottata un’unica divisa sociale, sintesi di quelle dei rispettivi sodalizi (maglia gialla per la canottieri Torino e maglia blu con scritta bianca “Esperia” per l’altro) e attualmente in uso: maglia bianca con due fasce, una gialla e una blu, come i colori della Città.

le manutenzioni del carpenterie

Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, erano attivi sul fiume ben sei imbarcaderi e nei pomeriggi festivi almeno un migliaio di barche di tutti i tipi gremivano il fiume nel tratto tra Piazza Vittorio Veneto e Moncalieri. Per la manutenzione delle imbarcazioni venne assunto in pianta stabile un falegname carpentiere (il mitico signor Tranquillo) per rimediare ai danni arrecati dall’imperizia di qualcuno e dall’eccessivo traffico di vogatori sul fiume.

stile veneziano

Molte le gite sociali in quel periodo: di particolare interesse il gemellaggio con le società remiere di Venezia che donarono alla S.C. Esperia-Torino uno squisito salotto di stile veneziano. Il salotto andò sfortunatamente distrutto nella seconda guerra mondiale ad eccezione del grande specchio che è tuttora nell’atrio della sede.

svago sul po

Alla fine degli anni quaranta, nell’immediato dopoguerra, i torinesi ripresero la vecchia consuetudine dell’anteguerra di utilizzare come luogo di svago il Po. La Società Canottieri Esperia-Torino possedeva circa 80 barche da turismo, a remi, a pagaia o per voga alla veneziana o di punta; tra queste le due “ammiraglie” ad 8-10 posti per voga alla veneta. Con esse i 500 soci dell’epoca risalivano il fiume per allegri pic-nic al Parco delle Vallere a Moncalieri o per pranzi festosi nelle numerose trattorie presenti sulle rive in quel tratto di fiume; durante uno di questi allegri simposi un gruppo di soci decise in modo informale di autodefinirsi “Cardinali del Po”.

Alla fine degli Anni Sessanta il fiume divenne impraticabile in quanto discarica di ogni sorta di rifiuti liquidi ed industriali e le allegre gite cessarono.

"cardinali del po"

Negli Anni Settanta Gian Antonio Romanini, Presidente del Comitato per la Rivalutazione del Po, oltre che dell’Esperia-Torino, ufficializzò l’istituzione dei “Cardinali del Po” per conferire il titolo, con i caratteristici medaglioni e distintivi, a soci ed a persone del mondo dello sport, delle istituzioni e della cultura che avevano in qualche modo dimostrato affetto verso il fiume o che avevano acquisito benemerenze nei confronti della Società. Sono stati insigniti del titolo, tra gli altri, Ave Ninchi, Primo Nebiolo, Andrea Flamini, Walter Veltroni.

Nel 2006 i “Cardinali del Po” erano una cinquantina. Le ultime nomine di “Cardinali del Po” sono state effettuate nel corso delle più recenti edizioni della “D’inverno sul Po” a personalità del mondo del canottaggio italiano.

maratona sul po

A partire dal 1961 la Società prese a organizzare ai primi di marzo, e quindi al termine della preparazione invernale, la “Maratona Torino – Colle della Maddalena” su tracciato abitualmente usato dai canottieri per i loro allenamenti di corsa. La manifestazione ebbe venti edizioni fino a quando i crescente numero di partecipanti (oltre 400 nell’ultima edizione) rese difficoltoso assicurare ai partecipanti adeguate condizioni di sicurezza e controllo.

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